Un disco raramente muore senza preavviso. Gli hard disk accumulano settori difettosi per settimane prima di arrendersi; gli SSD si consumano a ogni scrittura e tengono il conto di quanta vita gli resta. Tutte queste informazioni sono registrate nel disco stesso, nei cosiddetti dati SMART. Il problema è che nessuno le guarda finché il PC non si avvia più.
In questa guida ti spiego come leggerle su Windows, Mac e Linux, quali valori meritano attenzione e quali invece spaventano senza motivo.
Su Windows 11 senza installare nulla
Per gli SSD NVMe, quelli a forma di “chewing-gum” montati nei PC recenti, Windows ha una schermata poco conosciuta:
- apri Impostazioni > Sistema > Archiviazione;
- clicca Impostazioni di archiviazione avanzate > Dischi e volumi;
- scegli il disco e premi Proprietà.
Nella sezione Integrità unità trovi la vita residua stimata, la riserva disponibile e la temperatura. Se compare un avviso giallo, Windows ha rilevato un valore oltre soglia.
Con PowerShell, per tutti i dischi
Apri PowerShell come amministratore e scrivi:
Get-PhysicalDisk | Get-StorageReliabilityCounter | Select-Object DeviceId, Wear, Temperature, ReadErrorsTotal, WriteErrorsTotal, PowerOnHours
La colonna Wear indica la percentuale di usura dichiarata dal disco (0 = nuovo), PowerOnHours le ore di accensione. Alcuni dischi non riempiono tutti i campi: un valore vuoto non è un errore.
Il programma che consiglio: CrystalDiskInfo
Per un quadro completo, su Windows lo strumento di riferimento è CrystalDiskInfo, gratuito. Scarica la versione standard dal sito ufficiale (evita i siti di download con installatori “arricchiti”). All’apertura mostra per ogni disco uno Stato di salute: Buono, Attenzione o Critico, con una percentuale per gli SSD. Sotto c’è la tabella degli attributi, ed è lì che si capisce davvero cosa succede.
I valori che contano
Per gli hard disk tradizionali e gli SSD SATA
- 05 – Settori riallocati: settori danneggiati che il disco ha sostituito con quelli di riserva. Un valore basso e stabile può essere tollerato; un valore che cresce di settimana in settimana è il segnale più affidabile di un guasto in arrivo.
- C5 – Settori in attesa e C6 – Settori non correggibili: settori che il disco non è riuscito a leggere. Qui anche pochi casi sono un campanello d’allarme serio, specie se compaiono insieme ai riallocati.
- C7 – Errori CRC: errori di comunicazione tra disco e scheda madre. Sembrano gravi, ma quasi sempre dipendono dal cavo SATA difettoso o mal inserito. Cambia il cavo: se il numero smette di crescere, il disco sta benissimo.
Per gli SSD NVMe
- Percentuale usata (Percentage Used): quanta della vita prevista dal produttore è già stata consumata. Arrivare al 100% non significa che il disco si spenga, ma che ha superato la durata garantita.
- Riserva disponibile (Available Spare): le celle di scorta rimaste. Deve restare sopra la soglia indicata accanto; se ci scende vicino, è ora di cambiarlo.
- Errori di integrità di supporti e dati (Media and Data Integrity Errors): dovrebbe essere zero. Ogni valore diverso merita un backup immediato.
- Scritture totali dell’host: i dati scritti dall’inizio della vita del disco. Confrontali con il TBW dichiarato nella scheda tecnica del produttore. Esempio: un SSD da 1 TB garantito per 600 TBW che ha scritto 60 TB ha consumato circa il 10% della sua durata nominale.
Per darti un’idea: un uso domestico normale scrive poche decine di terabyte all’anno. Con un SSD moderno la fine della durata nominale arriva quasi sempre dopo che il computer è stato cambiato per altri motivi.
Su Mac
Il controllo base è in Informazioni di sistema (tieni premuto Option e clicca sul menu Apple, poi Informazioni di sistema): nella sezione NVMExpress o SATA la voce Stato S.M.A.R.T. deve dire Verificato. È un semplice sì o no, però. Per i dettagli installa smartmontools con Homebrew (brew install smartmontools) e lancia smartctl -a disk0.
Su Linux
Installa il pacchetto smartmontools e usa:
sudo smartctl -a /dev/nvme0per un SSD NVMe,sudo smartctl -a /dev/sdaper un disco SATA;sudo smartctl -t short /dev/sdaper avviare un test breve (un paio di minuti); il risultato compare poi nella sezione Self-test log del comando precedente.
Quando cambiare disco
- settori riallocati o in attesa in aumento su un hard disk;
- errori di integrità su un NVMe, o riserva disponibile vicina alla soglia;
- stato “Attenzione” o “Critico” che non dipende da un cavo;
- rumori ritmici, ticchettii o blocchi durante la copia di file, su un disco meccanico.
Se stai per cambiarlo, può esserti utile il confronto tra SSD e HDD. Ma il consiglio più importante è un altro: i dati SMART ti avvisano in molti casi, non in tutti. Un controller che si guasta all’improvviso o un’unità che muore per un picco di corrente non danno preavviso. Per questo il controllo del disco non sostituisce il backup: lo completa. Se non ne hai uno, inizia dalla regola del 3-2-1.
