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SPF, DKIM e DMARC: come controllare se la posta del tuo dominio è autenticata (e correggerla)

Se le email del tuo dominio finiscono nello spam o vengono rifiutate da Gmail, quasi sempre manca o è sbagliato uno dei tre record DNS dell'autenticazione. Come leggerli con nslookup e dig, gli errori più comuni e un percorso sicuro per arrivare a DMARC p=reject.

Di 6 min di lettura
SPF, DKIM e DMARC: controllare il dominio

Hai un dominio, magari per lo studio o per la piccola azienda, e alcune email arrivano nello spam dei clienti o tornano indietro con un errore che parla di «authentication». Il motivo, nella grande maggioranza dei casi, è uno dei tre record DNS che dicono al mondo chi può spedire a nome tuo: SPF, DKIM e DMARC. Dal febbraio 2024 Gmail li richiede in modo esplicito, come spiegano le sue linee guida per i mittenti. In questo articolo vediamo come leggerli, come capire cosa non va e come correggerli senza bloccare la tua stessa posta.

Cosa fa ciascun record

Record Dove si trova Cosa dice Cosa controlla il destinatario
SPF TXT sul dominio, per esempio esempio.it Quali server possono spedire per quel dominio L’indirizzo IP del server che consegna il messaggio
DKIM TXT su selettore._domainkey.esempio.it La chiave pubblica con cui verificare la firma Che il messaggio non sia stato alterato e sia firmato dal dominio
DMARC TXT su _dmarc.esempio.it Cosa fare se SPF e DKIM non tornano, e dove mandare i report Che almeno uno dei due superi il controllo e sia allineato al dominio del mittente visibile

Il concetto chiave è l’allineamento. Non basta che SPF o DKIM superino il controllo: il dominio verificato deve coincidere con quello che il destinatario vede nel campo «Da:». Una newsletter inviata da un servizio esterno può superare SPF con il dominio del servizio, ma fallire DMARC perché quel dominio non è il tuo.

Cosa chiede Gmail

  • Tutti i mittenti: SPF oppure DKIM, record DNS diretto e inverso (PTR) validi per i server di invio, connessione TLS, tasso di spam segnalato sotto lo 0,3%.
  • Chi invia più di 5.000 messaggi al giorno a Gmail: SPF e DKIM, un record DMARC pubblicato (anche solo con p=none), allineamento del dominio «Da:», disiscrizione con un clic per i messaggi promozionali.
  • Le chiavi DKIM devono essere di almeno 1024 bit; Google consiglia 2048 bit.

Anche se mandi poche email, conviene rispettare i requisiti più severi: sono quelli che decidono se finisci in Posta in arrivo o nello spam anche presso gli altri provider.

Come leggere i record dal tuo PC

Su Windows apri il Prompt dei comandi, su Mac e Linux il Terminale. Sostituisci esempio.it con il tuo dominio.

Cosa Windows Mac e Linux
SPF nslookup -type=txt esempio.it dig +short TXT esempio.it
DMARC nslookup -type=txt _dmarc.esempio.it dig +short TXT _dmarc.esempio.it
DKIM nslookup -type=txt selettore._domainkey.esempio.it dig +short TXT selettore._domainkey.esempio.it
MX nslookup -type=mx esempio.it dig +short MX esempio.it

Il selettore DKIM non si indovina: lo trovi nel pannello del tuo provider di posta o nell’intestazione di un messaggio che hai inviato, nel campo DKIM-Signature, alla voce s=. Per vedere i record di posta e i server del dominio senza usare la riga di comando puoi usare anche la nostra diagnostica DNS e posta, che mostra i valori osservati davvero e la fonte di ogni dato.

Come leggere un record SPF

Un esempio tipico: v=spf1 include:_spf.google.com include:spf.provider-newsletter.com ip4:203.0.113.10 -all

  • include: autorizza i server di un altro servizio (il provider di posta, la piattaforma per le newsletter, il gestionale che manda le fatture).
  • ip4: e ip6: autorizzano indirizzi precisi, per esempio il server del sito.
  • mx e a autorizzano i server indicati nei record MX e A del dominio.
  • Alla fine: -all rifiuta tutto il resto, ~all lo segna come sospetto. +all autorizza chiunque: non usarlo mai.

Due regole dello standard (RFC 7208) causano la maggior parte dei problemi: ci deve essere un solo record SPF per dominio, e la valutazione non può richiedere più di 10 interrogazioni DNS (ogni include, a, mx conta, compresi quelli annidati dentro gli include). Superato il limite, il risultato è un errore permanente e SPF fallisce per tutti.

Come leggere un record DMARC

Esempio: v=DMARC1; p=quarantine; rua=mailto:dmarc@esempio.it; adkim=r; aspf=r; pct=100

Campo Significato Valori
p Cosa fare dei messaggi che falliscono none (solo report), quarantine (spam), reject (rifiuto)
rua Dove ricevere i report aggregati giornalieri Una casella dedicata
adkim, aspf Allineamento rilassato o stretto r accetta i sottodomini, s richiede lo stesso dominio esatto
sp Politica per i sottodomini Se manca, vale quella di p

Gli errori più comuni

  1. Due record SPF: succede quando si aggiunge un servizio creando un nuovo record invece di unire gli include in quello esistente.
  2. Troppi include: oltre 10 interrogazioni DNS. Elimina i servizi che non usi più e sostituisci, dove possibile, gli include con gli indirizzi ip4 del tuo server.
  3. Il sito che invia email non autorizzato: moduli di contatto, ordini e notifiche partono dal server del sito. O lo autorizzi in SPF, o meglio fai passare la posta del sito da un servizio SMTP con DKIM sul tuo dominio.
  4. DKIM non attivato sul provider: molti lo offrono ma lo lasciano spento finché non pubblichi il record CNAME o TXT indicato nel pannello.
  5. DMARC messo subito a reject senza leggere i report: le email legittime inviate da un servizio dimenticato vengono rifiutate.
  6. Record con caratteri sbagliati: virgolette tipografiche, spazi in più, record DKIM spezzato male in più stringhe dal pannello del registrar.

Il percorso sicuro verso p=reject

Fase Record DMARC Durata Cosa fare
1. Osservazione p=none; rua=mailto:... 2–4 settimane Leggi i report: quali servizi spediscono per il tuo dominio, quali falliscono
2. Correzione p=none Finché serve Autorizza in SPF o attiva DKIM su ogni servizio legittimo
3. Quarantena p=quarantine 2–4 settimane Controlla che nessuna email legittima finisca nello spam
4. Rifiuto p=reject Stabile Chi falsifica il tuo dominio viene respinto

I report aggregati sono file XML compressi: per leggerli senza impazzire esistono servizi gratuiti di analisi, oppure strumenti open source da installare sul proprio server. Usa una casella dedicata, perché ne arriveranno decine al giorno.

Verifica finale: manda un’email a te stesso

Invia un messaggio dal tuo dominio a un indirizzo Gmail, aprilo e scegli Altro > Mostra originale. In alto Gmail mostra il risultato di SPF, DKIM e DMARC: devono essere tutti e tre PASS. Ripeti la prova da ogni servizio che invia per tuo conto: il sito, il gestionale, la piattaforma delle newsletter.

Lista di controllo

  • Un solo record SPF, con tutti i servizi che inviano davvero e meno di 10 interrogazioni DNS.
  • DKIM attivo su ogni servizio, con chiave da 2048 bit dove possibile.
  • DMARC pubblicato, con una casella per i report.
  • Passaggio graduale da p=none a p=reject.
  • Se il dominio non invia mai email, proteggilo comunque: v=spf1 -all e v=DMARC1; p=reject.

Fonti