Rivendicazioni che riguardano organizzazioni italiane: aziende, enti pubblici, studi professionali, scuole e strutture sanitarie che un gruppo ransomware dichiara di aver colpito. Il dato è aggiornato con le rivendicazioni disponibili nel dataset pubblico di ransomware.live.
Cosa raccontano questi dati
L’Italia è stabilmente tra i paesi europei più citati sui siti di leak. A essere colpite sono soprattutto le piccole e medie imprese, in particolare nella manifattura, nei servizi professionali e nel commercio: realtà che spesso non hanno un reparto dedicato alla sicurezza informatica ma gestiscono dati preziosi di clienti e fornitori.
Ricorda che ogni voce è una rivendicazione dei criminali e non una conferma: un’organizzazione compare solo se un gruppo dichiara di averla attaccata, e chi paga il riscatto di solito non viene pubblicato.
Se la tua organizzazione è coinvolta
- Isola i sistemi colpiti dalla rete, senza spegnerli né cancellare nulla, per conservare le tracce utili all’analisi.
- Coinvolgi subito il tuo fornitore informatico o un esperto di risposta agli incidenti.
- Se sono stati sottratti dati personali, valuta la notifica al Garante per la protezione dei dati personali, prevista dal GDPR entro 72 ore dalla scoperta della violazione.
- Le organizzazioni soggette alla normativa NIS2 devono inoltre notificare l’incidente al CSIRT Italia dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale nei tempi previsti.
- Presenta denuncia alla Polizia Postale e delle Comunicazioni.
Come prevenire
Le difese più efficaci sono anche le più semplici: backup regolari conservati offline e verificati, aggiornamenti tempestivi di sistemi e VPN, autenticazione a due fattori per gli accessi remoti e la posta, e formazione del personale contro il phishing. Per il quadro generale consulta Ransomware: attacchi e rivendicazioni e la classifica dei Gruppi ransomware più attivi.