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Minaccia interna: quando il rischio è nell’organizzazione

18 Ottobre 2026 · 2 min di lettura

Non tutte le violazioni di dati arrivano dall’esterno. Una parte rilevante nasce dall’interno dell’organizzazione: un collaboratore che copia informazioni per portarle altrove, un amministratore che conserva accessi che non gli servono più, una persona che lascia un file sensibile in una cartella aperta a tutti. Si parla di minaccia interna quando il rischio arriva da chi ha già un accesso legittimo.

Intenzionale o accidentale

La minaccia può essere volontaria, per esempio quando un dipendente porta con sé i clienti o un progetto prima di cambiare lavoro. Ma nella maggior parte dei casi è accidentale: un file inviato al destinatario sbagliato, una password scritta su un foglio, un dispositivo smarrito. L’effetto può essere grave anche senza alcuna intenzione.

I segnali da osservare

  • Accessi a dati che non servono al ruolo della persona, soprattutto fuori dall’orario normale.
  • Grandi quantità di file scaricati o copiati su supporti esterni.
  • Permessi che restano attivi anche dopo un cambio di ruolo o l’uscita dall’azienda.
  • Account condivisi tra più persone, in cui è impossibile capire chi ha fatto cosa.

Le misure pratiche

Il principio del minimo privilegio è il punto di partenza: ogni persona deve avere solo gli accessi necessari al proprio lavoro. Va rivisto periodicamente, soprattutto quando qualcuno cambia ruolo o lascia l’organizzazione. Revocare subito gli accessi di chi esce è una delle operazioni più importanti e più trascurate.

Serve anche una traccia degli accessi a dati sensibili: non per controllare ogni gesto, ma per poter ricostruire cosa è successo se qualcosa va storto. Infine, le cartelle condivise vanno verificate periodicamente, perché nel tempo tendono ad accumulare permessi che nessuno ricorda di aver concesso.

La cultura conta

Una persona che ha commesso un errore deve poterlo segnalare senza paura di una punizione immediata. Se segnalare costa caro, gli errori si nascondono e il problema cresce. Un canale semplice e una risposta rapida e non punitiva fanno la differenza.

Un controllo da fare subito

Prendi un foglio e annota chi ha accesso alle cartelle e ai sistemi più importanti della tua organizzazione. Poi chiediti: tutti questi accessi servono ancora? Spesso la risposta porta a rimuovere qualche permesso, e il rischio cala senza costi.