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Gestore di password: come scegliere quello giusto

11 Ottobre 2026 · 2 min di lettura

Un gestore di password genera password robuste, le conserva cifrate e le inserisce automaticamente nei siti. Riduce drasticamente il riutilizzo, che è uno dei rischi più comuni, e rende pratico avere una password diversa per ogni servizio.

Come funziona, in breve

L’archivio delle credenziali viene cifrato con una password principale, che solo tu conosci. Il fornitore conserva solo dati cifrati, e idealmente non può leggerli. Quando visiti un sito, il gestore propone la credenziale corretta, senza che tu debba ricordarla o digitarla.

Criteri di scelta

  • Cifratura end-to-end: l’archivio deve essere cifrato sul tuo dispositivo, con un’architettura che non permetta al fornitore di leggere le password.
  • Verifica in due passaggi sull’account del gestore, da attivare subito.
  • Audit di sicurezza: il gestore dovrebbe segnalare password deboli, riutilizzate o comparse in violazioni note.
  • Recupero chiaro: se dimentichi la password principale, cosa succede? Alcuni offrono un codice di recupero da conservare, altri nessuna possibilità. Entrambe le scelte vanno capite prima.
  • Compatibilità: deve funzionare su computer, telefono e browser che usi davvero.

Gratuito o a pagamento?

Molti strumenti offrono una versione gratuita con le funzioni essenziali. Il pagamento di solito serve per sincronizzare piu dispositivi, condividere con la famiglia o avere assistenza e controlli avanzati. Per un uso personale una versione gratuita affidabile è spesso sufficiente.

Errori da evitare

  • Scegliere un gestore poco conosciuto solo perché costa meno, senza verificarne la trasparenza.
  • Usare una password principale debole, che è l’unica chiave di tutto l’archivio.
  • Esportare l’archivio in chiaro su un file non protetto.
  • Disattivare la verifica in due passaggi sull’account del gestore.

Il primo passo

Scegli un gestore, crea una password principale lunga e facile da ricordare per te, poi importa le credenziali dei servizi più importanti: email, banca e social. Cambia le password deboli man mano che il gestore le segnala. In poche settimane l’archivio sarà completo e il rischio di riutilizzo si sarà quasi azzerato.