Il doxxing consiste nel raccogliere e pubblicare informazioni personali di una persona, come indirizzo di casa, numero di telefono, luogo di lavoro o foto dei familiari, con l’intento di intimidirla, molestarla o esporla a rischi. Spesso i dati sono già pubblici, ma messi insieme diventano uno strumento di pressione. Il danno non è solo digitale: può trasformarsi in minacce fisiche, perdita del lavoro, isolamento e paura costante.
Come si costruisce un dossier
Chi vuole colpire una persona parte da ciò che trova facilmente: profili social, post vecchi, foto con geolocalizzazione, iscrizioni a eventi, recensioni con il proprio nome. Poi incrocia le fonti, e un dettaglio banale, come il nome di una palestra o di una scuola dei figli, può aprire la strada alla scoperta di tutto il resto. Per questo il pericolo sta nell’aggregazione, più che nel singolo dato.
Ridurre l’esposizione
- Cerca il tuo nome sui motori di ricerca e controlla cosa emerge, anche nelle immagini.
- Limita la visibilità di numero di telefono, indirizzo e luogo di lavoro nei profili social e nei servizi di mappe.
- Disattiva la geolocalizzazione nelle foto condivise pubblicamente, e togli i metadati dai file prima di inviarli.
- Usa pseudonimi o profili separati per la vita privata e quella pubblica, se il tuo lavoro lo richiede.
- Chiedi ai familiari di non pubblicare foto o dettagli che ti riguardano senza consenso.
Se i tuoi dati sono stati pubblicati
Conserva le prove con screenshot, date e link, senza condividerle ulteriormente. Segnala il contenuto alla piattaforma, che ha procedure per la rimozione di dati personali pubblicati senza consenso. Se ci sono minacce, presenta denuncia alla Polizia Postale o ai Carabinieri, e valuta con un avvocato eventuali azioni. Anche il Garante per la protezione dei dati personali può intervenire in alcuni casi.
Cosa non fare
Non rispondere alla provocazione con altre informazioni personali, e non tentare di smascherare chi ti perseguita pubblicando a tua volta dati su di lui: aggraverebbe la situazione e potrebbe esporre anche te a conseguenze legali.
Il supporto conta
Chi subisce doxxing spesso prova vergogna o paura, e tende a isolarsi. Parlarne con persone di fiducia, e con un professionista se l’impatto psicologico è forte, è parte della risposta. Un’esposizione pubblica non è colpa della vittima, e le azioni per fermarla esistono.