Un deepfake è un video, una foto o un audio falsificato con l’intelligenza artificiale, costruito per far sembrare reale una persona che dice o fa cose mai avvenute. La tecnologia è diventata accessibile a chiunque, e il termine indica sia l’imitazione di volti in un filmato sia la clonazione di una voce. Il rischio è concreto per la reputazione, per le truffe e per la fiducia nelle prove visive e sonore.
Come riconoscerli
Nei video, possono comparire movimenti innaturali delle labbra, un’illuminazione incoerente sul volto rispetto allo sfondo, bordi sfocati attorno ai capelli, una pelle troppo liscia o un battito delle palpebre irregolare. Nell’audio, la voce può risultare piatta, con pause strane o un ritmo che non corrisponde al contesto. Ma i falsi migliori non mostrano nulla di evidente, e questi indizi diventano sempre meno affidabili man mano che la tecnologia migliora. Non basta quindi fidarsi del proprio occhio o del proprio orecchio.
Le frodi più comuni
- La chiamata del familiare: una voce clonata che sembra un figlio, un genitore o un nipote in difficoltà e chiede denaro con urgenza.
- Il dirigente falso: un messaggio vocale o un video di un responsabile aziendale che chiede un bonifico o l’accesso a dati riservati.
- Il video compromettente: un filmato falso usato per ricattare, con la richiesta di pagare per non diffonderlo.
Cosa fare prima di credere e condividere
Non condividere il contenuto, anche se ti sembra attendibile o scandaloso. Verifica la fonte: chi l’ha pubblicato, da dove proviene, se esiste un contenuto originale. Cerca la stessa notizia su canali affidabili e istituzionali. Se ricevi una richiesta urgente di denaro, chiudi la comunicazione e richiama la persona su un numero che conosci già. Concordare in famiglia o in azienda una parola d’ordine per le emergenze è una protezione semplice e molto efficace.
Se ne sei vittima
Conserva le prove: il file originale, i messaggi, i numeri di telefono, gli orari, le schermate. Non rispondere al ricatto e non pagare. Segnala il contenuto alla piattaforma su cui è pubblicato, che in molti casi prevede procedure di rimozione. Presenta denuncia alla Polizia Postale. Se il contenuto riguarda la sfera intima o sessuale di una persona, la rimozione va chiesta con urgenza. In tutti i casi, cerca supporto: confidarsi con qualcuno di fiducia aiuta a reagire con lucidità.
Proteggere la propria immagine
Limita la pubblicazione di foto e video molto dettagliati sui social, soprattutto quelli con primi piani e voce chiara, che sono il materiale migliore per costruire un falso. Controlla le impostazioni di privacy e chi può scaricare i tuoi contenuti. Non serve smettere di usare i social, ma ridurre il materiale disponibile rende la clonazione più difficile.
La fiducia nelle prove
I deepfake cambiano il rapporto con le prove audiovisive: un video non basta più a dimostrare un fatto da solo. Questo vale anche per chi è sinceramente vittima di un contenuto vero, che potrebbe essere liquidato come falso. Per questo la verifica della fonte, la catena delle prove e il contesto contano sempre di più dell’impressione immediata.