“Quanto costa un cobot?” è una domanda che porta fuori strada se ci si ferma al prezzo del braccio robotico. Il costo reale di un progetto comprende molte altre voci, e il valore dell’investimento si misura sul tempo in cui rientra. In questa guida vediamo come impostare i conti in modo realistico, senza listini che cambiano di continuo.
Le voci di costo
- Robot: braccio, controller e teach pendant. Il prezzo dipende soprattutto da portata, sbraccio e marca.
- End effector: pinza, ventose o utensile. Può incidere in modo significativo, soprattutto se va costruito su misura.
- Sensori e visione: telecamere, scanner di sicurezza, sensori di presenza del pezzo.
- Attrezzature: basamento, piani di appoggio, alimentatori di pezzi, sistemi di posizionamento.
- Integrazione: progettazione, programmazione, collegamento con le macchine e messa in servizio.
- Sicurezza e conformità: valutazione dei rischi, eventuali protezioni, fascicolo tecnico e marcatura CE.
- Formazione del personale che userà e programmerà il robot.
- Costi ricorrenti: energia, manutenzione, parti di ricambio della pinza, aggiornamenti software.
In molti progetti il robot rappresenta solo una parte del totale. Chiedi sempre preventivi che comprendano l’applicazione completa, non il solo hardware.
I benefici da mettere nei conti
- Ore di lavoro liberate da attività ripetitive, da spostare su compiti a maggior valore.
- Ore in più di produzione: il cobot può lavorare durante le pause, a fine turno o su turni non presidiati, se l’applicazione lo consente.
- Qualità più costante: meno scarti, meno rilavorazioni e reclami.
- Benefici ergonomici: meno sovraccarichi, assenze e infortuni legati a movimenti ripetitivi.
- Flessibilità: il cobot può essere spostato su un’altra lavorazione quando cambia la produzione.
Come calcolare il tempo di rientro
Il calcolo più semplice è il payback: investimento totale diviso per il risparmio netto annuo. Ad esempio, se il progetto completo costa una certa cifra e libera ogni anno ore di lavoro e riduce gli scarti per un valore pari a metà di quella cifra, al netto dei costi ricorrenti, l’investimento rientra in circa due anni. Usa numeri reali della tua azienda:
- quante ore al giorno occupa oggi l’operazione, e su quanti turni;
- il costo orario aziendale reale del personale coinvolto;
- gli scarti e le rilavorazioni attuali;
- la percentuale realistica di tempo in cui il cobot lavorerà davvero, considerando cambi formato e fermi.
Per una valutazione più completa si usano anche indicatori finanziari come il valore attuale netto, che tiene conto del costo del denaro e della durata dell’impianto.
Incentivi fiscali
Gli incentivi possono ridurre molto il costo netto. Dal 2026 il riferimento principale in Italia è il nuovo iperammortamento per i beni 4.0: lo spieghiamo nella guida iperammortamento 2026 e cobot. Inseriscilo nei conti solo dopo averne verificato i requisiti con il commercialista.
Errori da evitare
- Calcolare il risparmio come se il cobot sostituisse un operatore a tempo pieno, quando libera solo una parte delle sue ore.
- Dimenticare i tempi di avviamento: le prime settimane la produttività è più bassa.
- Scegliere il primo progetto più difficile invece del più semplice e redditizio.
- Non prevedere chi gestirà il robot ogni giorno.
In sintesi
Un cobot conviene quando i conti si fanno sull’applicazione completa e sui risparmi reali. Per scegliere l’attività giusta leggi dove rendono di più i cobot nelle PMI e consulta la guida ai cobot.