La qualità delle risposte di Claude dipende molto da come formuli la richiesta. Un prompt è semplicemente l’istruzione che gli dai, ma scriverlo bene fa la differenza tra una risposta generica e una davvero utile. Questa guida parte dai principi base e arriva a tecniche più avanzate.
Il principio di fondo
Immagina di affidare un compito a un collega bravo ma che non conosce la tua situazione. Non sa chi sei, per chi scrivi, cosa ti serve e in che forma. Più contesto gli dai, meglio lavora. Con Claude vale lo stesso.
I 6 elementi di un buon prompt
- Obiettivo: cosa vuoi ottenere e a cosa serve.
- Contesto: chi sei, a chi è rivolto il risultato, informazioni di partenza.
- Compito: l’azione precisa (riassumi, confronta, riscrivi, elenca…).
- Formato: come vuoi la risposta (tabella, elenco, 3 paragrafi, mail formale).
- Tono e lunghezza: formale o colloquiale, breve o dettagliato.
- Vincoli: cosa evitare o cosa non deve mancare.
Esempio: prima e dopo
Prompt vago:
Scrivi una mail per un cliente.
Prompt efficace:
Sono titolare di una piccola azienda di infissi. Scrivi una mail a un cliente che aspetta da due settimane la consegna di una finestra. Il ritardo è dovuto a un problema del fornitore; la nuova data è il 24. Tono cordiale e professionale, massimo 120 parole, scusati una sola volta e proponi uno sconto del 5% sul prossimo ordine.
Nel secondo caso Claude sa tutto ciò che serve e non deve indovinare.
Tecniche utili
Dai un ruolo
“Comportati come un revisore editoriale esperto” orienta stile e criteri della risposta. Funziona bene quando il compito richiede una competenza specifica.
Mostra un esempio
Se vuoi un certo stile o formato, incolla uno o due esempi e scrivi “segui questo modello”. Nel gergo tecnico si chiama few-shot prompting ed è uno dei metodi più efficaci per ottenere risultati coerenti.
Scomponi i compiti complessi
Invece di chiedere tutto insieme, procedi per passaggi: prima l’analisi, poi la bozza, poi la revisione. Oppure chiedi a Claude di ragionare per punti prima di rispondere quando il problema richiede logica o calcoli.
Chiedi prima di indovinare
Puoi scrivere: “Se ti mancano informazioni, fammi prima le domande necessarie”. È utile per progetti ampi o richieste ambigue.
Itera
La prima risposta raramente è quella finale. Dai feedback concreti: “accorcia l’introduzione”, “aggiungi un esempio pratico”, “togli il gergo tecnico”. È normale e previsto.
Approfondimento tecnico
Separare le parti con i tag
Quando il prompt contiene istruzioni e materiale da elaborare, conviene delimitare le sezioni con tag in stile XML, così Claude non confonde le une con gli altri:
Riassumi il testo qui sotto in 3 punti.
<testo>
... incolla qui l'articolo ...
</testo>
Tono: neutro. Non aggiungere informazioni non presenti nel testo.
Prompt di sistema (API)
Con l’API puoi definire un system prompt, cioè istruzioni permanenti sul ruolo, sul tono e sulle regole che valgono per tutta la conversazione, separate dai messaggi dell’utente. È il posto giusto per le indicazioni stabili, come “rispondi sempre in italiano” o “usa solo le informazioni dei documenti forniti”.
Ridurre le risposte inventate
- Fornisci le fonti nel prompt e chiedi di basarsi solo su quelle.
- Autorizza esplicitamente a rispondere “non lo so” quando l’informazione manca.
- Per testi lunghi, chiedi di indicare i passaggi su cui si basa ogni affermazione.
Prompt riutilizzabili
Per richieste ricorrenti, scrivi un modello con segnaposto del tipo [TONO], [PUBBLICO], [TESTO] e riutilizzalo. Se usi spesso lo stesso contesto, le funzioni di preferenze personali e i Projects permettono di non ripeterlo ogni volta.
Errori da evitare
- Richieste troppo brevi o ambigue.
- Troppe richieste diverse in un solo messaggio.
- Dare per scontato che Claude conosca il tuo contesto.
- Accettare la prima risposta senza verifica.
Per approfondire
Anthropic mantiene una guida ufficiale sulle tecniche di prompting nella propria documentazione.